Brno, 2 settembre 2026. L’Italia non si ferma. Le Azzurre superano anche la Svezia, ma questa volta devono soffrire, reagire e rimontare prima di conquistare uno dei quattro posti disponibili per le semifinali del CEV Trendyol EuroVolley 2026. Al BVV Exhibition Centre di Brno finisce Italia-Svezia 3-1, con i parziali di 21-25, 26-24, 25-21, 25-23.
È una vittoria pesante, forse ancora più significativa proprio perché arrivata dopo una partita complicata. La Nazionale di Julio Velasco non trova immediatamente il proprio ritmo, perde il primo set e nel secondo è costretta a rimanere aggrappata alla partita fino ai vantaggi. Poi cambia qualcosa: cresce la qualità delle difese, aumenta la continuità degli attacchi e soprattutto l’Italia ritrova quella capacità di restare dentro gli scambi che nei momenti decisivi fa la differenza.
Il risultato permette alle campionesse del mondo di raggiungere la semifinale degli Europei, in programma a Istanbul il 5 settembre. Per l’Italia è la tredicesima semifinale nella storia della manifestazione continentale. L’ultima presenza tra le migliori quattro risaliva al 2023.
Una partita diversa dalle precedenti
Italia e Svezia si erano già incontrate durante la fase a gironi. Il 23 agosto, a Göteborg, le Azzurre avevano dominato imponendosi 3-0. Il quarto di finale di Brno, però, racconta una storia completamente diversa.
La Svezia entra in campo senza timori e soprattutto trova in Isabelle Haak un riferimento offensivo straordinario. L’opposta svedese diventa immediatamente il problema principale per la difesa italiana, riuscendo a trovare soluzioni da diverse zone del campo e mettendo sotto pressione la ricezione azzurra.
L’Italia parte bene, costruisce un primo vantaggio e sembra poter prendere il controllo. Ma la Svezia non si scompone. Sul 14-14 il match torna completamente in equilibrio, poi le scandinave riescono a mettere la testa avanti. Haak continua a trovare punti pesanti, il muro svedese diventa efficace e l’Italia non riesce a chiudere le azioni nei momenti più importanti.
Il primo set finisce 25-21 per la Svezia.
Per Velasco è subito necessario trovare una soluzione. Non tanto dal punto di vista della potenza offensiva, perché Egonu e Antropova stanno comunque producendo, quanto nella gestione dei momenti di difficoltà e nella capacità di limitare le giocate di Haak.
Il secondo set è la svolta
Il secondo parziale diventa il vero crocevia della partita.
La Svezia parte ancora forte e si porta avanti 3-0. L’Italia però reagisce. Le difese di Eleonora Fersino permettono alle Azzurre di rimanere attaccate all'avversaria, mentre Paola Egonu ed Ekaterina Antropova iniziano a trovare continuità.
Velasco inserisce anche Gaia Giovannini, chiamata a dare maggiore solidità alla seconda linea. Ed è proprio una sua giocata difensiva a diventare uno dei momenti simbolici della partita.
Giovannini riesce a recuperare un pallone complicatissimo su Haak, un intervento che non finisce direttamente sul tabellone ma che trasmette energia alla squadra. È uno di quei punti che nel volley possono valere molto più del singolo risultato dell'azione: una difesa spettacolare, una palla rimessa in gioco e la sensazione che l'Italia possa ancora cambiare la partita.
Anche la lettura della gara cambia.
Le Azzurre passano avanti, arrivano sul 16-14, ma la Svezia torna ancora una volta sotto. Haak continua a colpire e porta le scandinave sul 21-23.
Qui arriva la risposta delle campionesse del mondo.
Egonu firma il 22-23, poi trova il punto del 23-23 con una parallela di grande qualità. Antropova conquista il set point sul 24-23. La Svezia riesce a pareggiare, ma l'Italia non perde la calma e proprio Antropova chiude il parziale sul 26-24.
È l'episodio che rimette in equilibrio la partita e soprattutto restituisce fiducia alla squadra di Velasco.
Egonu e Antropova cambiano la partita
Dal terzo set l'Italia appare più sicura.
Le Azzurre iniziano il parziale con un'importante accelerazione e si portano avanti 7-2. Sarah Fahr contribuisce con le sue giocate al centro, Sylla continua a essere preziosa nei momenti delicati e Antropova garantisce una presenza offensiva costante.
La Svezia, tuttavia, non esce dalla partita.
Haak continua a rappresentare una minaccia enorme e le scandinave riescono progressivamente a ridurre lo svantaggio. L'Italia deve quindi evitare di concedere troppi punti consecutivi e soprattutto mantenere la concentrazione.
Sul 20-18 la sfida è ancora aperta. Poi arriva il momento di Paola Egonu.
L'opposta azzurra aumenta la propria presenza proprio nella parte conclusiva del set e contribuisce alla conquista del 25-21, che porta l'Italia avanti 2-1.
Il quarto set sembra inizialmente indirizzato ancora più nettamente verso le Azzurre. L'Italia arriva sul 17-12, mostrando una pallavolo più ordinata e aggressiva. Orro riesce a distribuire meglio il gioco e Fersino continua a garantire una grande quantità di palloni in difesa.
Ma la Svezia ha ancora una volta una reazione.
Haak non vuole arrendersi e trascina le compagne. Le scandinave recuperano terreno fino a ribaltare la situazione sul 22-20. In quel momento l'Italia potrebbe accusare il colpo, ma succede l'esatto contrario.
Le Azzurre restano unite, pareggiano sul 22-22 e tornano a giocare con maggiore lucidità.
Poi arriva il muro di Myriam Sylla su Haak, una delle azioni più importanti del finale.
L'Italia conquista il match point e, dopo un'ultima reazione svedese, chiude sul 25-23. È proprio Sylla a firmare il punto che manda la Nazionale in semifinale.
Egonu 27 punti, Antropova 22: le stelle rispondono
Le statistiche raccontano una partita nella partita.
Paola Egonu chiude con 27 punti, mentre Ekaterina Antropova ne realizza 22. Myriam Sylla contribuisce con 14 punti, mentre Sarah Fahr ne mette a referto 9. Alessia Orro chiude con 4 punti e Denise Meli, entrata nel corso della sfida, ne realizza 1.
Dall'altra parte della rete, però, c'è una Isabelle Haak semplicemente straordinaria.
L'opposta svedese termina il quarto di finale con 43 punti, diventando la grande protagonista individuale della squadra di Lorenzo Micelli. La prestazione è talmente importante da entrare nella storia della competizione: la CEV segnala infatti il nuovo record per punti realizzati da una singola giocatrice in una stessa edizione degli Europei, considerando il periodo dal 2011 in avanti.
Questo rende ancora più importante la vittoria italiana. Le Azzurre non hanno semplicemente superato una Svezia già conosciuta: hanno dovuto trovare una soluzione contro una giocatrice capace di segnare praticamente da ogni posizione.
Fersino, Orro e il valore del lavoro sporco
La partita non si spiega soltanto con i 27 punti di Egonu.
Uno degli elementi più importanti della vittoria è stato il lavoro della seconda linea. Eleonora Fersino ha offerto una prestazione molto importante, intervenendo ripetutamente negli scambi lunghi e permettendo all'Italia di trasformare alcune azioni difensive in opportunità offensive.
Anche Alessia Orro ha avuto un ruolo fondamentale, pur attraversando una serata non semplice nella distribuzione. La Gazzetta, nelle proprie pagelle, ha evidenziato proprio le difficoltà della palleggiatrice nel trovare con continuità la soluzione migliore, assegnandole 5,5. Al tempo stesso, però, la sua crescita difensiva nel finale è stata sottolineata anche dallo stesso Velasco.
È un dettaglio importante perché racconta bene la natura della partita.
L'Italia non ha vinto soltanto quando tutto ha funzionato. Ha vinto anche quando qualcosa non funzionava perfettamente.
Ed è probabilmente questo l'aspetto più incoraggiante in vista della semifinale.
Velasco: “Ci serve più lucidità”
Al termine della partita, Velasco non nasconde le difficoltà.
Il commissario tecnico riconosce la forza della Svezia e soprattutto la prestazione di Haak, ma individua anche un aspetto sul quale l'Italia dovrà lavorare in vista della semifinale: la lucidità nei momenti di maggiore pressione.
Secondo il tecnico, quando una squadra avversaria riesce a mettere in difficoltà le Azzurre, non basta aumentare la determinazione. Serve anche mantenere calma e precisione.
È una considerazione particolarmente significativa perché arriva dopo una vittoria.
Velasco non guarda soltanto al risultato, ma utilizza il quarto di finale come indicazione per il prossimo appuntamento. L'Italia ha dimostrato di avere carattere, ma a Istanbul servirà probabilmente una gestione ancora più precisa dei momenti delicati.
Sette vittorie consecutive: il cammino continua
Con il successo sulla Svezia, l'Italia porta a sette le vittorie consecutive in questo EuroVolley.
Il percorso è stato praticamente perfetto.
Nella fase a gironi le Azzurre hanno chiuso al primo posto della Pool D, vincendo tutte le cinque partite. Sono arrivati i successi contro Croazia, Montenegro, Svezia, Slovacchia e Francia.
Agli ottavi di finale è arrivato il netto 3-0 contro la Bulgaria.
Poi il quarto di finale contro la Svezia, vinto 3-1.
Il dato più interessante è che l'Italia ha superato entrambe le avversarie incontrate nella fase a eliminazione diretta senza perdere il controllo del proprio percorso, pur dovendo affrontare contro la Svezia la prima vera situazione di difficoltà.
La Nazionale resta quindi imbattuta e ora si trova a due partite dall'eventuale conquista del titolo europeo.
Istanbul aspetta le Azzurre
Il prossimo appuntamento sarà a Istanbul il 5 settembre.
L'avversaria dell'Italia sarà la vincente del quarto di finale Polonia-Olanda, in programma oggi, 3 settembre, alle ore 15 italiane alla Sinan Erdem Sports Hall.
La Polonia arriva alla sfida dopo aver vinto la propria Pool A e dopo aver superato il Portogallo 3-0 agli ottavi. L'Olanda, invece, ha avuto bisogno di cinque set per eliminare la Slovenia, imponendosi 3-2.
Il quadro dall'altra parte del tabellone è già definito solo in parte.
La Serbia ha infatti battuto la Grecia 3-0 e ha conquistato la semifinale. Le serbe affronteranno la vincente del quarto di finale tra Germania e Turchia, in programma il 3 settembre alle 18 italiane.
Le semifinali sono entrambe previste a Istanbul il 5 settembre, mentre il 6 settembre sono in programma la finale per il terzo posto e la finale per il titolo.
L'obiettivo adesso è ancora più grande
La qualificazione alla semifinale rappresenta già un risultato importante, ma per questa Italia non sembra essere sufficiente.
Le Azzurre arrivano alla fase decisiva dell'Europeo con un percorso immacolato, sette vittorie consecutive e la consapevolezza di aver appena superato uno dei quarti di finale più complicati del torneo.
La Svezia ha messo in evidenza alcune vulnerabilità. Haak ha trovato una quantità enorme di punti, la ricezione italiana ha dovuto lavorare sotto pressione e in alcuni momenti la distribuzione offensiva non è stata perfetta.
Eppure l'Italia ha reagito.
È proprio questa reazione il segnale più forte della notte di Brno.
Perdere il primo set, trovarsi sotto nel secondo, rischiare di perdere il controllo nel quarto e riuscire comunque a chiudere 3-1 significa avere una squadra capace di cambiare partita mentre la partita è ancora in corso.
Ora arriva Istanbul.
L'Italia conoscerà la propria avversaria dopo Polonia-Olanda e potrà preparare una semifinale che vale l'accesso alla finale europea.
Le Azzurre sono tra le prime quattro d'Europa. Ma il messaggio di Velasco è già chiaro: essere in semifinale non basta.
L'Italia vuole continuare a vincere.
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