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Patente a 17 anni e sorpasso a destra: cosa cambia nel Codice della strada

Una patente per l’auto a 17 anni. Il possibile via libera al sorpasso a destra sulle autostrade a tre corsie. Multe più proporzionate, nuove regole per chi circola senza assicurazione e maggiori tutele per motociclisti e persone con disabilità.
Il Codice della strada potrebbe cambiare ancora.
La novità, però, va letta con attenzione: non sono ancora regole definitive. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo sul tavolo una serie di proposte e ha avviato una fase di confronto con operatori e associazioni di settore. L'obiettivo dichiarato è arrivare a un testo aggiornato, con la sicurezza stradale come priorità.

La patente B potrebbe arrivare a 17 anni

È probabilmente la proposta destinata a far discutere di più.
L'idea è abbassare da 18 a 17 anni l'età minima per conseguire la patente B, quella necessaria per guidare le normali automobili.
Ma questo non significherebbe necessariamente lasciare un diciassettenne completamente solo al volante.
La misura si inserisce infatti nel nuovo modello europeo di guida accompagnata per i conducenti di 17 anni. Le nuove regole europee prevedono un sistema nel quale il giovane può ottenere la patente e guidare accompagnato prima del compimento dei 18 anni, secondo condizioni stabilite dalla normativa nazionale.
Il tema è quindi diverso dalla semplice domanda: “A 17 anni potrò guidare da solo?”
La risposta, almeno per il sistema di guida accompagnata previsto dalle nuove regole europee, è no: fino ai 18 anni la guida dovrà avvenire con un accompagnatore secondo le condizioni previste.
Il passaggio a una patente B ottenuta a 17 anni rappresenterebbe comunque un cambiamento importante per l'Italia.
Non si tratta soltanto di anticipare di dodici mesi l'accesso alla patente. Significa anche modificare il percorso con cui un giovane prende confidenza con l'auto, introducendo una fase di esperienza reale prima della guida autonoma.

Perché si parla proprio di 17 anni?

La questione non nasce esclusivamente in Italia.
L'Unione europea ha infatti lavorato alla revisione delle norme sulle patenti introducendo, tra le altre misure, un sistema di guida accompagnata per i diciassettenni. La riforma europea punta anche a uniformare alcune regole per i neopatentati e a rafforzare la sicurezza durante i primi anni di guida.
Il progetto europeo prevede inoltre un periodo di prova di almeno due anni per i nuovi conducenti, con regole più severe durante questa fase.
L'obiettivo è abbastanza chiaro: permettere ai ragazzi di accumulare esperienza quando sono ancora affiancati da un conducente esperto, invece di concentrare tutta la formazione pratica nei primi mesi dopo il conseguimento della patente.
Per l'Italia, il MIT ha inserito l'abbassamento dell'età a 17 anni tra i punti della revisione nazionale del Codice della strada.

Il sorpasso a destra potrebbe diventare possibile

L'altra proposta che sta attirando grande attenzione riguarda il sorpasso a destra in autostrada.
Anche in questo caso bisogna evitare equivoci.
Non si parla di autorizzare indiscriminatamente qualsiasi sorpasso sulla destra. La proposta del MIT riguarda l'introduzione della circolazione per file parallele sulle autostrade e sulle superstrade a tre corsie, con la conseguente possibilità di superare a destra.
È un cambiamento che potrebbe modificare una delle abitudini più consolidate degli automobilisti italiani.
Oggi, infatti, chi si trova sulla corsia di destra e procede più velocemente rispetto a un veicolo sulla corsia centrale deve prestare particolare attenzione alla distinzione tra semplice superamento e vero e proprio sorpasso.
Con la nuova impostazione allo studio, il principio della circolazione per file parallele cambierebbe il modo di interpretare queste situazioni.
Il punto sarà soprattutto capire come verrà scritta la norma definitiva e quali condizioni saranno previste.

Cosa significa concretamente per chi guida?

Immaginiamo una normale autostrada a tre corsie.
Un'auto procede lentamente nella corsia centrale mentre un altro automobilista viaggia regolarmente sulla corsia di destra. Con il sistema attuale, una situazione del genere può creare un problema perché il conducente sulla destra non dovrebbe trasformare la propria posizione in un vero sorpasso a destra.
La circolazione per file parallele punta invece a gestire proprio situazioni di questo tipo.
Il vantaggio ipotizzato è una maggiore fluidità del traffico e una riduzione dei continui cambi di corsia effettuati per superare un veicolo che occupa inutilmente la corsia centrale.
Ma la novità dovrà essere spiegata molto bene agli automobilisti.
Il rischio, altrimenti, è che “sorpasso a destra consentito” venga interpretato come libertà di effettuare manovre aggressive sulla corsia destra. Non è questo il senso della proposta.

Non ci sono solo patente e sorpassi

La revisione annunciata dal MIT è molto più ampia.
Tra le ipotesi compare una stretta sui veicoli privi di assicurazione, con controlli più integrati attraverso le banche dati della Motorizzazione e la possibilità di arrivare al sequestro del mezzo in caso di mancata regolarizzazione.
Si lavora inoltre su nuove regole per le sanzioni.
L'idea è rendere le multe più proporzionate alla gravità effettiva della violazione, evitando che piccoli errori o ritardi producano aumenti sproporzionati.
Una delle proposte riguarda anche il termine per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto: si passerebbe dagli attuali 90 giorni a 30 giorni, se la modifica venisse approvata nella forma attualmente ipotizzata.
Un altro punto riguarda la destinazione delle somme raccolte con le multe: il MIT propone che il 70% dei proventi vada all'ente proprietario della strada per interventi di sicurezza, mentre il restante 30% rimarrebbe all'ente accertatore per le attività di controllo e notifica.

Più attenzione anche a moto, bici e persone con disabilità

Il nuovo Codice non riguarda soltanto gli automobilisti.
Per i motociclisti è allo studio la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o forti rallentamenti, garantendo comunque il passaggio dei mezzi di soccorso.
Sono previste inoltre misure per le cosiddette due ruote a propulsione, con l'ipotesi di introdurre obblighi relativi a casco e contrassegno.
Un'altra proposta riguarda il CUDE, il Contrassegno Unico Disabili Europeo. Il MIT ipotizza l'obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma, collegando il rispetto di tale obbligo anche alla possibilità di utilizzare determinati dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle ZTL.
Sono quindi diversi gli aspetti della mobilità quotidiana che potrebbero essere modificati.

Quando entreranno in vigore le nuove regole?

Questa è forse la precisazione più importante per chi sta leggendo le notizie sulla patente a 17 anni.
Al momento non bisogna considerare queste novità già operative.
L'8 agosto 2026 il MIT ha comunicato di aver inviato i materiali di lavoro a oltre cento operatori e associazioni di settore. Si tratta quindi di una fase di consultazione e confronto.
Il percorso dovrà portare alla definizione di un testo definitivo e ai successivi passaggi necessari per trasformare le proposte in norme effettivamente applicabili.
Per questo, oggi, non è possibile indicare una data certa per l'entrata in vigore della patente B a 17 anni o del nuovo sistema di circolazione per file parallele.
Le regole attuali restano quindi valide fino a quando un'eventuale modifica normativa non sarà approvata ed entrerà effettivamente in vigore.

Cosa potrebbe succedere adesso?

Il confronto appena avviato potrebbe portare a modifiche rispetto alle ipotesi attuali.
Alcune proposte potrebbero essere confermate, altre cambiate e altre ancora potrebbero non arrivare nel testo definitivo.
La patente a 17 anni sembra comunque destinata a essere uno dei punti più osservati, anche perché si collega al nuovo quadro europeo sulle patenti e alla possibilità di introdurre un periodo di guida accompagnata.
Il sorpasso a destra, invece, potrebbe essere il cambiamento capace di incidere maggiormente sulle abitudini quotidiane di chi percorre autostrade e superstrade a tre corsie.
Ed è proprio qui che si giocherà una parte importante del dibattito: rendere il traffico più fluido senza trasformare una nuova regola in una fonte di maggiore confusione.

Un Codice della strada ancora da scrivere

La strada verso il nuovo Codice è quindi appena iniziata.
Le proposte presentate dal MIT fotografano un possibile cambiamento piuttosto ampio: più giovani alla guida, nuove regole sulle corsie, multe più proporzionate, controlli più digitali e maggiore attenzione alle diverse categorie di utenti della strada.
Ma tra una proposta e una legge c'è ancora un passaggio fondamentale.
Per ora, dunque, meglio non correre troppo: la patente a 17 anni e il sorpasso a destra sono novità allo studio, non ancora regole da applicare sulle strade italiane.
La domanda che resta aperta è una sola: queste modifiche riusciranno davvero a rendere la circolazione più semplice e sicura, oppure cambieranno soltanto le abitudini degli automobilisti?

Fonti consultate:

 

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Monopattini elettrici: senza targa rischi multe pesanti

Monopattini elettrici, cambia tutto in Italia

I monopattini elettrici entrano ufficialmente in una nuova era. Dopo mesi di discussioni, rinvii e polemiche, l’obbligo della targa identificativa sta diventando realtà in tutta Italia. E per chi continuerà a circolare senza adeguarsi, le conseguenze potrebbero essere molto più pesanti del previsto.
 
La novità riguarda milioni di utenti che usano ogni giorno i monopattini per lavoro, scuola o spostamenti urbani. Il governo ha deciso di stringere le regole sulla micromobilità dopo l’aumento degli incidenti e delle violazioni registrate negli ultimi anni.
 
Secondo le disposizioni pubblicate dopo il decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal 16 maggio 2026 entra in vigore l’obbligo del cosiddetto “targhino” per i monopattini elettrici privati. In molti però non hanno ancora capito cosa cambia davvero.
 

Cos’è la nuova targa per monopattini elettrici

La nuova targa non sarà simile a quella delle automobili. Si tratta di un contrassegno adesivo identificativo, personale e associato al proprietario del mezzo.
 
Il sistema è stato pensato per rendere più semplici i controlli da parte delle forze dell’ordine e per collegare ogni monopattino a una persona precisa.
 
Il contrassegno dovrà essere applicato in modo ben visibile sul mezzo, generalmente sul parafango posteriore oppure sul piantone dello sterzo.
 
La richiesta avviene online tramite il Portale dell’Automobilista utilizzando SPID o CIE. Dopo il pagamento dei costi amministrativi, il proprietario riceverà il targhino ufficiale.
 

Quando entra in vigore l’obbligo

Il punto più importante riguarda le date.
 
Il decreto è entrato in vigore a marzo 2026, ma è stato previsto un periodo di tolleranza di circa 60 giorni. Per questo motivo il termine fissato per adeguarsi è il 16 maggio 2026.
 
Da quel momento, chi verrà fermato senza targa identificativa rischierà sanzioni amministrative immediate.
 
Secondo diverse fonti ufficiali e testate nazionali, le multe possono andare da 100 fino a 400 euro, con possibilità di fermo del mezzo nei casi più gravi.
 

Assicurazione obbligatoria e nuove regole

La stretta non riguarda soltanto la targa.
 
Per i monopattini elettrici diventa centrale anche il tema dell’assicurazione RC obbligatoria. Alcune circolari ministeriali parlano di una progressiva introduzione collegata proprio al nuovo sistema identificativo.
 
In parallelo restano già operative altre norme introdotte negli ultimi mesi.
 
Il casco è obbligatorio per tutti.
 
Sono vietate molte situazioni considerate pericolose, come la circolazione contromano o il trasporto di passeggeri.
 
I controlli nelle grandi città italiane stanno aumentando e diversi comuni hanno annunciato verifiche più severe soprattutto nelle aree centrali.
 

Perché il governo ha deciso di intervenire

Negli ultimi anni i monopattini elettrici sono diventati simbolo della mobilità urbana moderna. Veloci, economici e pratici, hanno cambiato il modo di spostarsi nelle grandi città.
 
Ma insieme alla diffusione sono aumentati anche problemi e polemiche.
 
Incidenti, guida spericolata, assenza di controlli e difficoltà nell’identificazione dei responsabili hanno spinto le istituzioni a introdurre nuove regole.
 
Secondo molti esperti, l’obiettivo principale è responsabilizzare gli utenti e ridurre il caos urbano.
 
C’è però anche chi critica la misura, sostenendo che il rischio sia quello di scoraggiare una mobilità alternativa considerata più sostenibile rispetto all’automobile.
 

A chi si applica l’obbligo di targa?

L’obbligo riguarda i monopattini elettrici privati utilizzati su strada pubblica in Italia.
 
Chi usa il mezzo occasionalmente o solo in aree private non rientra nelle stesse regole di circolazione urbana.
 
Restano ancora alcuni dubbi interpretativi su noleggio, sharing e mezzi aziendali, ma il quadro normativo sta diventando sempre più chiaro.
 

Cosa rischia chi non si adegua

Le sanzioni economiche sono soltanto una parte del problema.
 
In caso di incidente senza assicurazione o senza identificazione del mezzo, le conseguenze potrebbero diventare molto più serie anche sul piano civile.
 
Per questo motivo molti utenti stanno già correndo ai ripari richiedendo il contrassegno prima dell’entrata definitiva in vigore delle nuove disposizioni.
 
La sensazione è che il periodo “senza regole” dei monopattini elettrici sia ormai finito.
 
E ora la vera domanda è un’altra: queste nuove norme renderanno davvero le città più sicure oppure cambieranno soltanto il modo di usare la mobilità urbana?
 

FONTI: Ministero delle Imprese e del Made in Italy,Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,Sky TG24, Segugio.it, PMI.it, Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.


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