L’Italia conquista la medaglia d’argento agli Europei di volley femminile 2026, ma a Istanbul resta un’amarezza difficile da nascondere. Il sogno del titolo continentale si è spezzato al quinto set, dopo una finale che le Azzurre avevano iniziato con grande autorità e che sembrava poter prendere la direzione desiderata. La Turchia, però, ha rimontato, ha sfruttato il fattore campo e ha chiuso la partita sul 3-2: 16-25, 25-22, 12-25, 25-21, 15-10.
È una sconfitta che fa male proprio perché arrivata alla fine di un percorso straordinario. L’Italia era arrivata a Istanbul da campione olimpica e mondiale in carica, aveva vinto tutte le otto partite precedenti dell’Europeo e aveva appena eliminato la Polonia in semifinale. Per nove partite consecutive le Azzurre avevano costruito un cammino quasi perfetto. La nona, però, era quella che assegnava il titolo.
E quella nona partita ha premiato la Turchia.
L’inizio sembrava quello del sogno
La finale della Sinan Erdem Sports Hall è iniziata nel modo migliore possibile per l’Italia.
Le Azzurre hanno aggredito la partita, mettendo immediatamente pressione alla formazione di Daniele Santarelli. Il primo set è stato un messaggio chiarissimo: 25-16 per l’Italia.
La squadra di Julio Velasco sembrava avere in mano il controllo della partita. Ricezione, muro e attacco funzionavano, mentre la Turchia faticava a trovare continuità.
Anche nel secondo set l’Italia è partita bene. Le Azzurre hanno avuto un vantaggio importante, arrivando avanti 12-6, e per lunghi tratti sembrava che la finale potesse incanalarsi verso una vittoria azzurra.
Poi è arrivata la reazione turca.
La squadra di Santarelli ha iniziato a recuperare punto dopo punto, fino a ribaltare completamente il parziale e chiuderlo 25-22.
La finale era nuovamente aperta.
Il terzo set riaccende l’illusione
Se il secondo set aveva riportato la Turchia in partita, il terzo aveva nuovamente fatto pensare a un’Italia dominante.
Le Azzurre sono tornate in campo con una determinazione impressionante e hanno letteralmente travolto le padrone di casa.
Il risultato, 25-12, dice praticamente tutto.
L’Italia si è portata avanti 2-1 e sembrava avere ritrovato quella superiorità mostrata all’inizio.
A quel punto mancava un solo set.
Un solo set per conquistare il quarto titolo europeo della storia della Nazionale.
Un solo set per completare una delle più grandi imprese della pallavolo femminile italiana.
Ma la Turchia non aveva ancora finito.
Il quarto set cambia nuovamente la storia della partita
Nel quarto parziale sono state le padrone di casa a partire meglio.
La Turchia ha preso rapidamente il largo, arrivando anche a un vantaggio importante. L’Italia ha provato a reagire, ha accorciato le distanze e ha cercato di riaprire completamente il set.
Ma questa volta la rimonta non è arrivata fino in fondo.
La Turchia ha chiuso 25-21 e ha portato la finale al tie-break.
Ed è proprio qui che si concentra gran parte dell’amarezza azzurra.
Perché l’Italia aveva già dimostrato innumerevoli volte di saper vincere le partite più difficili, di saper rimontare e di trovare la soluzione nei momenti di maggiore pressione.
Questa volta, invece, la soluzione l’ha trovata la Turchia.
Il tie-break: il sogno si spezza
Il quinto set è stato quello decisivo.
La Turchia ha iniziato con maggiore lucidità, mentre l’Italia ha dovuto inseguire.
Il pubblico della Sinan Erdem Sports Hall ha spinto le padrone di casa punto dopo punto. Oltre 17mila spettatori hanno trasformato il palazzetto in una spinta continua verso il titolo.
Le Azzurre hanno provato a restare dentro la partita, ma nel momento decisivo la Turchia è riuscita a essere più cinica.
Il 15-10 finale ha fatto calare il sipario sulla finale.
Turchia campione d’Europa. Italia medaglia d’argento.
Melissa Vargas ha chiuso con 29 punti, mentre Paola Egonu è stata la miglior realizzatrice italiana con 28, seguita da Ekaterina Antropova con 16 e Myriam Sylla con 13.
Numeri importanti, ma che non possono raccontare da soli una finale così complessa.
L’amarezza è enorme, ed è normale che sia così
Non bisogna nascondere l’amarezza.
Anzi, sarebbe sbagliato farlo.
Queste ragazze erano arrivate a Istanbul per vincere. Dopo l’oro olimpico di Parigi 2024 e il titolo mondiale conquistato in Thailandia nel 2025, l’Europeo rappresentava l’ultimo grande tassello di una possibile tripla corona.
Olimpiadi.
Mondiali.
Europei.
Tutti contemporaneamente.
Un’impresa riuscita nella storia della pallavolo femminile soltanto all’Unione Sovietica.
L’Italia era a una partita dal riuscirci.
Ora quella possibilità è sfumata.
La Turchia ha conquistato il titolo e anche il pass diretto per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Anche questo era un obiettivo enorme per le Azzurre.
La qualificazione olimpica diretta era infatti in palio nella finale e ora l’Italia dovrà conquistarsi il posto ai prossimi appuntamenti di qualificazione.
Si interrompe una striscia straordinaria
La sconfitta di Istanbul porta con sé anche alcuni numeri che raccontano quanto fosse eccezionale il percorso dell’Italia.
Prima della finale, le Azzurre avevano vinto 39 partite consecutive contro Nazionali europee nelle competizioni ufficiali.
L’ultima sconfitta contro una formazione europea era arrivata il 14 maggio 2024, quando la Polonia aveva battuto l’Italia 3-0 nella VNL ad Ankara.
La Turchia ha interrotto quella serie.
Ma non è tutto.
La finale ha anche interrotto una striscia di 21 vittorie consecutive dell’Italia nei tre grandi appuntamenti internazionali: Giochi Olimpici, Campionati Mondiali ed Europei.
Dopo la sconfitta contro i Paesi Bassi nella finale per il bronzo dell’Europeo 2023, l’Italia aveva vinto tutte le sei partite disputate a Parigi 2024, tutte le sette partite del Mondiale 2025 e le prime otto di EuroVolley 2026.
Ventuno vittorie consecutive.
Poi è arrivata Istanbul.
Ma una sconfitta non cancella ciò che è stato costruito
Ed è proprio questo il punto dal quale bisogna ripartire.
L’Italia ha perso una finale.
Non ha perso il proprio valore.
Non ha perso la propria identità.
Non ha perso ciò che ha conquistato negli ultimi anni.
Dal 2024 questa Nazionale ha vissuto una fase straordinaria: oro nella VNL 2024, oro olimpico a Parigi, oro nella VNL 2025, titolo mondiale nel 2025, bronzo nella VNL 2026 e ora argento europeo.
Il risultato di Istanbul non può cancellare tutto questo.
La medaglia d’argento è certamente diversa dall’oro che le Azzurre volevano, ma rimane una medaglia conquistata in una delle competizioni più importanti del calendario internazionale.
E soprattutto è arrivata dopo nove partite, con otto vittorie consecutive prima della finale.
L’Italia ha vinto la propria Pool D con cinque successi su cinque, ha battuto la Bulgaria negli ottavi, la Svezia nei quarti, la Polonia in semifinale e ha giocato per l’oro fino all’ultimo pallone.
Questo non è un fallimento.
È una sconfitta.
E sono due cose profondamente diverse.
La Turchia è stata più forte nel momento decisivo
Onore alle avversarie.
La Turchia ha giocato una finale di altissimo livello, soprattutto quando sembrava essere con le spalle al muro.
Dopo aver perso il primo e il terzo set, le padrone di casa hanno trovato la forza per reagire due volte.
E nel quinto set sono state più lucide.
Daniele Santarelli ha conquistato così il suo secondo titolo europeo consecutivo alla guida della Turchia, mentre la Nazionale turca ha confermato il titolo conquistato nel 2023.
Per Melissa Vargas è arrivato il riconoscimento di MVP del torneo.
Non ci sono alibi da cercare.
L’Italia ha avuto le proprie occasioni, la Turchia le ha sfruttate meglio.
È lo sport.
Ed è proprio per questo che una sconfitta del genere deve diventare materiale per ripartire, non per distruggere quanto costruito.
L’Italia resta sul podio europeo
Con l’argento di Istanbul, l’Italia torna sul podio europeo dopo cinque anni.
È la nona medaglia complessiva della Nazionale femminile ai Campionati Europei.
Il bilancio è ora di:
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3 ori: 2007, 2009, 2021
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3 argenti: 2001, 2005, 2026
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3 bronzi: 1989, 1999, 2019
L’Italia ha inoltre raggiunto la sua sesta finale europea, dopo quelle del 2001, 2005, 2007, 2009 e 2021.
Il quarto titolo non è arrivato.
Ma la storia europea dell’Italia continua ad avere numeri straordinari.
Velasco, complimenti per una pagina di storia
In una giornata come questa è doveroso dedicare un capitolo particolare a Julio Velasco.
Perché la finale persa non deve oscurare il traguardo storico raggiunto dal tecnico azzurro.
Velasco è diventato il primo allenatore nella storia a raggiungere una finale dei Campionati Europei sia nel torneo maschile sia in quello femminile.
Con l’Italia maschile aveva raggiunto quattro finali europee, vincendone tre: 1989, 1993 e 1995.
A Istanbul ha aggiunto la prima finale europea sulla panchina della Nazionale femminile.
E lo ha fatto a 74 anni e 209 giorni, diventando anche il tecnico più anziano ad aver guidato una squadra in una finale europea.
Sono traguardi che meritano rispetto.
E meritano soprattutto un riconoscimento che non può dipendere dal risultato dell’ultimo pallone.
A Velasco vanno quindi i complimenti per ciò che ha costruito e continua a costruire.
Dal suo ritorno sulla panchina femminile, l’Italia ha conquistato l’oro nella VNL 2024, l’oro olimpico, la VNL 2025, il titolo mondiale 2025, il bronzo VNL 2026 e ora l’argento europeo. La FIPAV riporta inoltre, nel complesso delle sue esperienze sulla panchina della Nazionale femminile, 118 partite e 97 vittorie.
Complimenti a tutte le Azzurre
E poi ci sono loro.
Le giocatrici.
Quelle che scendono in campo.
Quelle che vengono celebrate quando vincono e spesso dimenticate troppo velocemente quando perdono.
A Anna Danesi, capitana.
Ad Alessia Orro, regista di una Nazionale che ha giocato partite memorabili.
A Paola Egonu, ancora una volta protagonista nei momenti più importanti.
A Ekaterina Antropova, sempre più centrale nel progetto azzurro.
A Myriam Sylla, simbolo di leadership, carattere e continuità.
A Sarah Fahr, Anna Danesi e Denise Meli, fondamentali al centro.
A tutte le palleggiatrici, schiacciatrici, centrali, opposte e liberi.
E a tutte le ragazze che hanno fatto parte di questo gruppo, anche quando non erano in campo.
Perché una squadra non è soltanto chi mette a terra l’ultimo pallone.
È un gruppo.
È uno staff.
È chi lavora in palestra.
È chi prepara una partita.
È chi studia l’avversaria.
È chi recupera da un infortunio.
È chi entra per pochi punti e deve essere immediatamente pronta.
È chi sostiene le compagne dalla panchina.
Ed è proprio per questo che tutti i componenti della Nazionale meritano complimenti.
Hanno dimostrato partita dopo partita di essere a un livello altissimo.
Il palmarès: la storia che nessuna finale può cancellare
Per comprendere davvero quanto sia importante questa Nazionale bisogna guardare anche il palmarès complessivo.
Giochi Olimpici
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Oro: Parigi 2024
Quello di Parigi è stato il primo storico oro olimpico della Nazionale femminile italiana.
Campionati del Mondo
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Oro: 2002, 2025
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Argento: 2018
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Bronzo: 2022
Campionati Europei
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Oro: 2007, 2009, 2021
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Argento: 2001, 2005, 2026
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Bronzo: 1989, 1999, 2019
Volleyball Nations League
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Oro: 2022, 2024, 2025
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Bronzo: 2026
World Cup
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Oro: 2007, 2011
World Grand Prix
L’Italia non ha mai vinto il World Grand Prix, ma ha conquistato sette podi:
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Argento: 2004, 2005, 2017
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Bronzo: 2006, 2007, 2008, 2010
Giochi del Mediterraneo
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Oro: 1979, 1983, 1991, 1997, 2001, 2009, 2013, 2022
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Argento: 1975, 2026
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Bronzo: 1987, 2005
Il palmarès, quindi, racconta una storia molto più ampia della sola finale persa a Istanbul.
Il sogno è spezzato, non il progetto
La frase più semplice forse è anche quella più importante.
Il sogno europeo è finito. Il progetto azzurro no.
La Turchia ha conquistato il titolo.
L’Italia torna a casa con l’argento.
Resta il dolore per una finale che sembrava poter prendere un’altra direzione. Resta il rimpianto per il secondo set perso dopo il vantaggio iniziale. Resta il quarto set in cui la rimonta non è stata completata. Resta soprattutto quel tie-break, 15-10, che ha consegnato alla Turchia il trofeo.
Ma resta anche tutto il resto.
Un oro olimpico.
Un titolo mondiale.
Tre VNL.
Tre Europei.
Due World Cup.
Decine di podi internazionali.
E una Nazionale che continua a presentarsi ai grandi appuntamenti come una delle squadre più forti del mondo.
La sconfitta di Istanbul non cancella tutto questo.
Lo rende, forse, ancora più umano.
Perché nello sport non esistono squadre invincibili.
Esistono squadre che sanno tornare.
E questa Italia ha già dimostrato di saperlo fare.
Ora bisogna ripartire
Il prossimo passo sarà trasformare l’amarezza in lavoro.
Analizzare gli errori.
Capire cosa non ha funzionato.
Studiare la Turchia.
Preparare il prossimo appuntamento.
E soprattutto mantenere intatta la consapevolezza di essere una Nazionale capace di competere per i titoli più importanti.
La medaglia d’argento non è quella che le Azzurre volevano.
Ma è quella che hanno conquistato.
E nessuno gliel'ha regalata.
Come ha ricordato Myriam Sylla dopo la finale, l’Italia è arrivata fino a Istanbul con le proprie forze, attraverso lavoro e sacrificio.
Per questo oggi si può essere amareggiati.
Si può essere delusi.
Si può piangere una finale persa.
Ma si deve anche essere orgogliosi.
Orgogliosi di questa Nazionale. Orgogliosi di Velasco. Orgogliosi di ogni componente della squadra.
Perché perdere una finale fa male.
Ma arrivare continuamente a giocarsi le finali è il segnale che una grande squadra esiste davvero.
I precedenti articoli:
Per ripercorrere il cammino delle Azzurre fino alla finale, vi invitiamo a leggere anche il precedente articolo:
E per rivivere la grande vittoria nei quarti di finale:
Grazie Azzurre. Grazie Velasco. La storia continua.
Fonti principali:
- FIPAV – Federazione Italiana Pallavolo — fonte ufficiale per risultati, tabellino e dati della Nazionale.
- RaiNews – Italia-Turchia, il sogno europeo si infrange al tie-break — cronaca e analisi della finale del 6 settembre.
- RaiNews – Diretta EuroVolley 2026: Italia-Turchia — cronaca dettagliata della partita e del percorso delle Azzurre.